Cooperativa Culturale Ricreativa Ponte a Tressa

 

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La notte tra il 5 e il 6 gennaio, ogni bambino aspetta l’arrivo di una arzilla vecchietta vestita di stracci che tutti conoscono come Befana. Ma quanti conoscono la “vera storia della befana“? Beh, neanche io, per questo ho deciso di scandagliare la rete alla ricerca di significati, aneddoti, tradizioni che mi facessero conoscere meglio questa curiosa festa che affonda le proprie radici nella notte dei tempi. Leggete con me….

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, nella tradizione cristiana, si narra che i Re Magi giunsero a Betlemme in visita a Maria e Giuseppe per portare i doni (oro, incenso e mirra ) a Gesù. Ma per coincidenza si tratta della stessa notte in cui la Befana compare nei cieli di tutto il mondo in sella alla sua scopa per portare dolcetti ai bambini buoni o carbone ai bambini cattivi. In realtà il legame sarebbe spiegato da una leggenda.

scopare jicky 2.0Questa narra che in una sera di un inverno freddissimo (la notte tra il 5 e il 6 gennaio) tre eleganti signori, vestiti con abiti d’oro e pietre preziose bussarono ad una porta di una casina di Betlemme per chiedere informazioni sulla strada da seguire per giungere alla grotta dove dovevano consegnare gli omaggi al bambino Gesù. Alla porta rispose una vecchina (la befana appunto) che indicò loro la strada per la grotta di Betlemme, ma che rifiutò l’invito dei tre galanti signori per accompagnarli lungo la strada perché, a dir suo, troppo impegnata nelle faccende di casa.

Quando i Re Magi furono andati via, la Befana si pentì di non aver accettato il loro invito e vestitasi prontamente con quello che aveva a portata di mano (gli stracci) e armatasi di un bastone per reggersi nella tormenta (forse la scopa), uscì di casa per raggiungerli.
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Cercò, cercò e ancora cercò, ma non riuscendo a trovarli decise di lasciare un dono a ogni bambino che trovava nelle case a cui bussava, nella speranza che almeno uno di essi fosse Gesù, il bimbo a cui i Magi dovevano consegnare i doni.

La fantasia ha fatto il resto, ma è così che da millenni, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, una scia luminosa segna la strada percorsa velocemente dalla Befana sulla sua scopa.

ICONOGRAFIA

Nell’immaginario collettivo, la Befana oramai è una vecchia con tratti somatici non proprio piacevoli, naso adunco, porri, mento sporgente, pochi denti, capelli bianchi e vestita di stracci e sporca perché accede alle case dei bambini attraverso il camino, quindi ricoperta di nera fuliggine. Alla tradizione è stata pian piano aggiunta la calza che ogni bimbo lascia sul camino o in un punto ben visibile della stanza, in modo che lei di notte possa riempirla con i suoi doni. Questi saranno dolcetti o piccoli regali per i bambini che si sono comportati bene, e carbone e null’altro per quelli che, invece, non si sono comportati correttamente (sulla base di cosa la Befana effettui tale scelta, non è dato sapere).

Il nome Befana deriva dalla parola greca “epifania” e significa “manifestazione, apparizione”. Per la religione cristiana rappresenta una delle maggiori festività religiose e si festeggia 12 giorni dopo il Natale. Nei paesi in cui l’Epifania non è una festa civile, viene festeggiata di domenica nelle date tra il 2 e l’8 gennaio e coincide con la chiusura delle festività; si suole dire infatti che: “l’Epifania tutte le feste porta via“.

LE FILASTROCCHE

Befana 01Tante sono le filastrocche cantate nelle diverse tradizioni, ma alcune sono diventate molto popolari e universalmente riconosciute. Le più famose:

LA BEFANA VIEN DI NOTTE

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana: Viva viva la Befana!”
“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, 
con la scopa di saggina: viva viva la nonnina!”
“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte 
le calzette a la romana tira giu’ la cappellana.
La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte 
un ciuffone tutto blu fichi e noci butta giu’.
La Befana zitta zitta quando vien la neve fitta 
passa riempie la calzina oh, che bella Befanina!”

“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe e le ossa ha tutte rotte.
La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana: “Eccomi quà!!!”
“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte,
le sue guance son pagnotte, i suoi occhi fanno a botte.

Ti va bene se ci credi, perché troverai bei doni.
Ti va male se la vedi mentre passa a mezzanotte,
perché troverai carboni con cipolle cotte!”
“Vien dai monti a notte fonda. Com’è stanca! La circonda 
neve, gelo e tramontana. Viene, viene la Befana!

ZITTI ZITTI PRESTO A LETTO

Zitti, zitti presto a letto la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa, se la luce è ancora accesa!

Quando scende, appena è sola, svelti, svelti sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi! Se non siete buoni niente dolci nè balocchi


           


 
 
 





 
 
 
 
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